InformaMornico - maggio 2014 (II) - Tanti dubbi nessuna certezza

Verso le prossime elezioni: alcune considerazioni sui nostri avversari

TANTI DUBBI,
NESSUNA CERTEZZA

Con l'approssimarsi delle elezioni e definite le forze in campo, è nostra consuetudine offrire ai mornicesi un punto di vista sugli scenari presenti e futuri. Per prima cosa, è bene specificare quali altre formazioni politiche oltre alla nostra si sono proposte per amministrare la comunità:

- La lista civica "Siamo Mornico", candidato Sindaco Cerea Eugenio
- La lista civica "Vivere Mornico", candidato Sindaco Badoni Enrico

Gli sfidanti: due vecchie conoscenze
La prima considerazione riguarda i 2 candidati alla carica di Sindaco: entrambi infatti non sono certo novità nel panorama politico mornicese. Tutt'altro:

- Cerea Eugenio è stato consigliere negli ultimi 5 anni fra le fila di "Insieme per Mornico con Rizzi Bruno" e viene da una famiglia con una lunga tradizione politica alle spalle. La sua attività come consigliere però non ci ha mai permesso di cogliere quale fosse il suo pensiero verso i problemi di Mornico dato che, in 5 anni, non ha mai aperto bocca. È stato membro della Commissione Bilancio (pur non avendo quasi mai partecipato) e della Commissione P.G.T.: qui invece non è mai mancato, del resto lavorando in uno studio tecnico non poteva che essere così.

- Badoni Enrico: basta la parola. Da tanti anni presente nella vita politica cittadina, stupisce la nonchalance con cui si butta in ogni agone politico. È stato membro del PCI, PDS, DS e oggi lo è del PD, ha attraversato le epoche di Occhetto, D'Alema, Fassino, Veltroni, Bersani, Epifani e oggi si definisce "renziano doc". È stato Assessore con gli ex-democristiani di Tradizione Popolare (strano modo per essere di sinistra) e candidato nel 2009 per Insieme per Mornico (insomma se c'è da sedersi, lui si siede). In lista con lui c'era anche Eugenio Cerea: la politica a volte sa essere davvero buffa, ieri compagni di squadra – oggi avversari politici.

Gli altri candidati: volti nuovi, troppo nuovi
La seconda considerazione riguarda gli altri membri di queste due liste: eccetto i candidati Sindaco infatti, nessun altro ha mai avuto alcuna esperienza in ambito comunale, nemmeno all'opposizione. Questo fatto ci preoccupa molto perché riguarda il futuro della comunità: è risaputo infatti che al giorno d'oggi non bastano entusiasmo e buona volontà per governare un Comune. Complice anche la crisi dello Stato, i Comuni vivono tempi durissimi e l'impegno, le competenze, la dedizione e l'affiatamento di chi governa devono essere tutte ai massimi livelli. Diversamente si rischia di finire subito a gambe all'aria con gravi ripercussioni per la comunità, ma anche per chi viene eletto. È bene anche ricordare che le responsabilità di un Sindaco, di un Assessore e dei consiglieri sono tante e per sostenerle servono spalle larghe.

Il ruolo dei giovani e una brutta storia che si ripete
La terza considerazione riguarda la lista "Siamo Mornico" e una storia che, per l'appunto, si ripete. Esattamente 5 anni fa e sempre a pochi mesi dalle elezioni, dal nulla nacque la lista "Insieme per Mornico" che oltre ad alcune vecchie conoscenze della politica nostrana schierava tanti giovani di belle speranze,. Il candidato dell'epoca Rizzi Bruno dichiarò: "Con me stanno lavorando circa 100 persone. Sono soprattutto persone giovani, motivate e competenti". Come oggi, anche allora venne aperta una sede a ridosso delle elezioni, una pagina internet e tutti professarono amore e impegno verso Mornico e i mornicesi. Sembrava dovessero spaccare il mondo ma poi, dopo le elezioni, sparirono tutti. Non si vide più nessuno.

Su questo fatto occorre riflettere approfonditamente perché è difficile credere che quei giovani sparirono per volontà loro. Se "Insieme per Mornico" ci avesse tenuto davvero, perché non gli diede l'opportunità di crescere e fare esperienza facendoli sedere in Consiglio Comunale? Erano giovani e istruiti, avrebbero potuto "farsi le ossa" e magari oggi avrebbero presentato una propria lista, certamente più preparata di "Siamo Mornico".

Purtroppo non è andata così e sinceramente c'è dispiaciuto: non è stato bello veder questi ragazzi usati per fini elettorali e poi dimenticati. L'unico che approdò in Consiglio Comunale fu proprio Eugenio Cerea che però, in tanti anni, non ha mai fatto nulla per quei giovani: se n'è stato tranquillo all'ombra della vecchia guardia, con la quale mantiene tutt'oggi buoni rapporti. Ora si propone come "il nuovo che avanza" ma un dubbio strisciante ci pervade: e se dietro, nell'ombra, ci fossero ancora gli stessi?

A noi pare evidente che quella di creare liste civiche puntando sui giovani è diventata una specie di moda per sfuggire alla pessima immagine che la politica nazionale ha dato di sé, permettendo a certe "vecchie volpi" di rifarsi il pelo. A volte si sente qualcuno dire "avanti i giovani!" e ha ragione perché sono il futuro, ma c'è modo e modo per puntare su di loro. A nostro parere, quello giusto è rispettandoli e facendogli compiere un faticoso ma necessario percorso di crescita perché qui si sta parlando di governare una comunità e con internet, i social network e le feste della birra non si governa una comunità! Governare significa mettersi al servizio di una comunità e saper gestire anche le questioni più spinose: è come scalare una montagna alta e ripida e senza il giusto allenamento si rischia di cadere. Pensare di prendere dei ragazzi e metterli in cima alla montagna senza prima abituarli ad andare almeno in collina è semplicemente atroce. Noi i nostri giovani li abbiamo avuti, li abbiamo e li avremo. Sono cresciuti, stanno crescendo, non dimenticano chi li ha accompagnati in cima alla montagna e porteranno altri a scalarla. Ed è così dal 1991.

Non siamo noi a dividere la comunità
Con questo scritto abbiamo esposto il nostro punto di vista su quanto sta avvenendo, è un dovere e un diritto. Si ragiona e si argomenta su temi importanti, poi si può condividere o meno eppure probabilmente qualcuno dirà che la Lega vuole dividere la comunità... A dire il vero negli ultimi 10 anni siamo stati noi a subire una lunga sequela di insulti e menzogne, volantini infamanti e diffamanti. Leggendo il volantino di "Siamo Mornico" viene scritto che abbiamo riservato ai cittadini "una certa disparità di trattamento", leggendo "La Voce Democratica" di Enrico Badoni troviamo castronerie sull'opera al Cimitero.
Siete sicuri che siamo noi a dividere la comunità?